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Attenti alla New Age
(Nuova Era)
C'è un "Movimento che non ha nome" una religione senza Dio, che ritiene di potersi sostituire al Cristianesimo ed è la Nuova Era.
La New Age nega la differenza tra Dio e l'uomo e afferma che l’Universo (e quindi anche l'uomo) è Dio; non c’è peccato e, quindi, non c’è necessità di salvezza da parte di Dio; ammette la reincarnazione; nega che Gesù è Dio (distruggendo, così, tutto il Cristianesimo!); afferma l’esistenza di “insegnamenti segreti” di Gesù che la Chiesa avrebbe tenuti nascosti; crede ciecamente nell’astrologia, pratica lo spiritismo attraverso i medium, etc.
Stiamo vivendo un tempo in cui l'uomo arriva a sentirsi parte della cosiddetta “energia cosmica”, energia che egli crede di poter dominare a suo piacimento con i “poteri” della magia e parlando con le “entità dell'universo”. Il movimento “New Age” è seguito in tutto il mondo da milioni di persone, e secondo le “guide” di questo movimento,  ...
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 Halloween

Origini del nome

Halloween è uno tra i più antichi riti di celebrazione, risale alla notte dei tempi.

La parola Halloween ha origine nella tradizione cattolica. Ogni santo ha un suo giorno personale, ma il primo novembre è dedicato a tutti i santi. Ogni Santi in inglese All Saints’Day aveva una denominazione più antica: All Hallows’Day, saint e hallow hanno lo stesso significato, ma derivano rispettivamente da sanctification (santificazione) e da holiness (santità) il primo dalla lingua teutone il secondo dal latino. Presso i popoli antichi il giorno cominciava dal tramonto, per questo ancora oggi si da molta importanza alla vigilia.

Quindi la celebrazione di Ogni Santi aveva origine al tramonto del 31 ottobre.

La sera precedente al 1° Novembre era dunque All Hallows’ Eve (Eve significa vigilia), ma anche All Hallows’Even (Even significa sera) che venne abbreviato in Hallows’Even, poi in Hallow-e’en ed infine in Halloween.

La storia, le origini

La storia di Halloween ha origini molto lontane, i Celti ...

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 La moda degli Spiriti

Halloween sta rimpiazzando Ognissanti. Ed è una perdita.

Halloween, contrazione di “All Hallows Eve day”, vigilia di Tutti i Santi” , indica, di per sé, una data del calendario la sera o la notte che precede il primo giorno di novembre, festività cristiana, appunto, di Ognissanti. Ma ormai tutti sanno che con questo termine esotico ci si riferisce soprattutto ad un evento, al singolare e nuovo modo, prepotentemente invalso, di considerare e di celebrare questo appuntamento. Prendendo Lo spunto dall’usanza tutta nordamericana dei bambini mascherati in modo spaventevole che, in piccole bande, al tetro chiarore di orripilanti zucche illuminate, la notte del trentun ottobre si recano a suonare alle porte del vicinato per “estorcere” dolciumi con la minaccia di piccole ritorsioni (il famoso ‘trick or treat”, “dolcetto o scherzetto”), Halloween, da qualche tempo, si è gradualmente imposta anche in Europa, anche da noi.
 
Nascita di una non-tradizione

Lasciate però cadere le ingenue ritualità del “dolcetto o scherzetto”, e dunque le caratteristiche valenze avventurose, cameratesche e - socializzanti che potrebbero rendere quell’esperienza in qualche modo simpatica e pedagogicamente interessante, e invalsa qui da noi una ben diversa modalità celebrativa; per un verso più banale e per un altro più inquietante.

Banalissimo e l’ulteriore e generalizzato (non riservato ai soli bambini) pretesto di trasgressione che questa circostanza sembra offrire; con scherzi grevi, schiamazzi, mangiate, bevute, abuso di sostanze..., una sorta insomma di carnevalata aggiuntiva e cattiva, fuori stagione; inquietante è invece la piega, da una parte marcatamente dark, gotica, oscura o, se vogliamo, macabra, sepolcrale, spettrale e, dall’altra, esoterica, stregonesca e talora satanistica che questa festa ha tendenzialmente assunto.
Non sappiamo quale evoluzione avrà, da noi, il fenomeno Halloween, ancora troppo acerbo e confuso; se è destinato cioè a consolidarsi e a svilupparsi nel tempo oppure gradualmente a sgonfiarsi. La storia mostra la continua alternanza di consuetudini e mode. Qualsiasi tradizione necessita di un congruo tempo di decantazione per proporsi e poter essere valutata. La magmaticità sfuggente della materia in esame condiziona fortemente il tipo di approccio e la scelta delle categorie interpretative consigliando una previa prudenza. Certo possiamo già considerare questa sorta di “festagenesi”, a cui, con HaIloween, abbiamo assistito in diretta, come un’espressione sintomatica di quel più vasto fenomeno di globalizzazione o di omologazione (americanizzazione?) che attraversa variamente il mondo. Un altro elemento da considerare, capace di dirci, altrettanto efficacemente, i tratti peculiari del nostro tempo, è che dietro all’imporsi dal nulla di questa inedita tipologia di festa sta certamente, subdola ma potentissima, una molla economica. Halloween è infatti anche un colossale affare, capace di muovere ingenti interessi. Da qui anche la sua presumibile durata.

 Da Samhain al New Age

Una sorta di preoccupazione, se non di allarmismo, serpeggia negli ambienti più sensibili e all’interno della cristianità e del mondo cattolico facendo dire: attenzione, perché le nostre società stanno - perdendo identità, a cominciare dal processo di generalizzato svuotamento e banalizzazione che subiscono le tradizioni locali, il senso della festa e anche le festività cristiane, sotto i colpi del secolarismo montante. Ma, altrettanto inquietante, è il tentativo di appropriazione e di sostituzione dei riferimenti e dei contenuti delle stesse, ad opera di soggetti culturali e religiosi alternativi e potenti (new age, esoterismo, occultismo, satanismo, neopaganesimo...).
Il fenomeno Halloween che si colloca non solo a ridosso della solennità cristiana di Ognissanti e della Commemorazione dei fedeli defunti, ma, di fatto e per tanti, in alternativa ad esse, per i suoi aspetti genericamente festaioli e consumistici, ma anche per le sue caratterizzazioni ed i suoi “rituali” del tutto specifici, può essere utilmente preso ad esempio quale conferma della tendenza poc’anzi accennata.
E’ interessante coltivare, secondo me, questa particolare riflessione, perché anche l’antropologia, le scienze etnologiche e sociologiche convergono nell’indicare l’assoluta centralità del rito e della festa per la vita umana, la sua aggregazione sociale e l’espressione dei suoi valori. La storia conferma poi come e quanto i cambiamenti nelle società, per evoluzione interna o per influsso esterno, vadano di pari passo con l’insediamento di nuove feste o con la riqualificazione delle precedenti; è stato così anche per il cammino di evangelizzazione e per il processo di cristianizzazione del mondo ad opera della Chiesa.
E’ stato così anche perla solennità di Ognissanti e per la Commemorazione dei Fedeli Defunti. Celebrate già da prima dell’anno mille e rese obbligatorie per tutta La cristianità nel 1475, esse, in realtà, si erano imposte e avevano trovato quella particolare collocazione nel tentativo, per gran parte riuscito, di integrare e di sostituire (cristianizzare) precedenti, antiche festività druidiche in onore di “Samhain”, principe della morte.
Feste che avevano il loro culmine appunto il 31 ottobre, capodanno celtico, giorno considerato particolarmente magico, perché si credeva che proprio allora le barriere del tempo si assottigliassero a tal punto da permettere agli spiriti dei defunti di tornare sulla terra e di comunicare con i vivi.

 La tristezza dello zombie

Che dire? L’antico che, uscito o fatto uscire dalla porta, per una sorta di nemesi storica, pretende di rientrare dalla finestra? Potrebbe essere. Nessuna meraviglia! Ciò non deve però impedirci di sperare che la storia possa e sappia apportare assoluti salti di qualità nel cammino di crescita dell’umanità, la cui perdita sarebbe, al contrario, una regressione.

La fede cristiana, la fede nel Dio incarnato, la “novità” che ha fatto irruzione nella storia, ci obbliga sensatamente a credere questo. E allora, per stare sull’esempio, se il futuro fosse Halloween, sarebbe alquanto bruttino; non certo un guadagno.
E’ incompatibile con il contenuto cristiano del culto dei santi — con l’affettuosa coltivazione del ricordo dei defunti, con la preghiera per loro, con la visita serena al camposanto, nella prospettiva della fede pasquale — il patetico sabba delle streghe o l’errare grottesco degli zombie. Ma Io ritengo che sia anche incomparabile.
Quale differenza qualitativa, anche solo estetica, per non dire simbolica!
Il mistero della morte che si vorrebbe esorcizzare per via magica o attraverso la via goliardica dell’irriverente sberleffo è realtà troppo seria per poter essere liquidata così; non si pretenderebbe poi di evocare gli spettri e di farli circolare a zonzo se pensassimo davvero ai nostri defunti, a quanti cioè ci hanno amato e ci hanno preceduto: per loro, mai e poi mai, vorremmo immaginare una sorte squallida come quella.

 Non cedere alla tentazione

Prendendo spunto da questo appuntamento e per le ragioni addotte, ritengo fondamentale favorire e sostenere lo sforzo per un rinnovato impegno educativo. Per fortuna c’è materia, c’è “vino buono” per essere ancora presenti e competitivi sul mercato. Occorre, da parte di tutti gli uomini di buona volontà, ritrovare quella passione giovane per la vita che diventa volere e sapere “dare cose buone ai figli”.

Noi non possiamo impedire che, fuori di noi, tante cose che non piacciono accadano, ma ciò non comporta l’assecondarle senza tentare invece di ostacolarle o, perlomeno, di correggerle.
Le comunità cristiane, i gruppi dì catechismo, gli oratori non dovrebbero prestarsi ad organizzare direttamente o anche solo ad incoraggiare feste in stile Halloween; la creatività intelligente, la dedizione amorevole di tanti educatori saprà trovare motivazioni e proporre occasioni di riflessione, di festa e di attività ben più positive ma anche ben più divertenti.
Anche la scuola, per le sue inderogabili responsabilità culturali ed educative, non può, a propria volta, porsi in modo acritico nei confronti di questo fenomeno. Ma, ben più potente di quanto non si creda, è soprattutto la famiglia, per vocazione amorevole custode dei valori autentici della vita e grembo che li rigenera, a doversi fare attenta, specie nei confronti dei piccoli, della qualità o della pericolosità dei contenuti che la società, i mass-media e il mercato propongono.
La bella sapienza educativa dei genitori che non intendono cedere al “così fan tutti” e che non si accontentano del “tanto che male c’è?”, fa loro dire, quando occorre, anche dei salutari e motivati no ai figli, nella consapevolezza che si trasformeranno in altrettanti sì di verità e di libertà per il loro futuro.
Il sonno della ragione genera mostri. L’irrazionale, oggi massicciamente, gratuitamente, variamente veicolato, anche in modo subdolo, accattivante ed apparentemente innocuo, è capace di arrivare ad abitare la mente, soprattutto quella ancora necessariamente fragile e destrutturata, eppure totalmente fervida e ricettiva, dei bambini popolandola di mostri di confusione e di paura, capaci di distruggere, in loro e talora per sempre, il senso affidabile detta realtà.
Senza paura dunque nelle mani provvide di Colui che vince il male, stringiamo tutti, ciascuno per la propria parte, responsabili alleanze educative.

 don Paolo Berciga
Riflettiamoci un po’.. Santuario Beata Vergine del Rosario — Fontanellato (Parma)

Ottobre 2009 da “vita nuova”Diocesi di Parma

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